La Finlandia: nazione eroica d’Europa
6 dicembre 1997 - celebrazione degli 80 anni di indipendenza della Finlandia
Le nazioni giovani sono orgogliose, coscienziose ed energetiche. I loro leader iniziano provando a fare le cose per bene. Questo rinfrescante impeto di diligenza e moralità è stato conservato bene nella terra finlandese.
Abbiamo un eccezionale esempio di una nazione eroica e di un operato effettivamente senza macchia nei suoi rapporti interni e internazionali. Le conquiste storiche della Finlandia non hanno rivali su una simile scala temporale.
Dai contadini alla presidenza
Nel 1917 la Finlandia era principalmente una nazione di contadini, allevatori e piccoli proprietari terrieri senza riconoscimento sociale; un Gran Ducato, avamposto ai margini dell’immenso Impero Russo.
La stragrande maggioranza dei finlandesi lavorava la terra così come loro antenati avevano fatto per secoli. La terra era in gran parte proprietà di una minoranza di lingua svedese; le promettenti industrie finlandesi erano state fondate da scozzesi, norvegesi, tedeschi e altri stranieri.
Per lunghi periodi della storia della Finlandia i contadini erano stati al servizio di eserciti stranieri - principalmente quello svedese e quello russo - dove si erano distinti per il loro valore e tenacia. Per quanto lontano nel tempo gli Europei possano ricordare, le brulle ed ampie distese delle foreste e dei laghi del Nord hanno fatto parte di una nazione spartita, di cui i finlandesi erano stati i giovani partner, usando francobolli di altri popoli e giurando fedeltà a una corona straniera.
Lingua e clima
Ma se la Finlandia non era uno Stato, era una nazione, e lo era stata per molto tempo. La maggior parte delle nazioni possono datare la loro indipendenza con una certa accuratezza, ma l’emergere della coscienza nazionale è un fenomeno molto più nebuloso.
La cultura di una persona deriva principalmente da quattro fattori: la lingua, il clima, la religione e la storia. Per gli ultimi due una persona ha una qualche scelta. Ma l’influenza della lingua e del clima sono più potenti e definiscono un gruppo culturale più marcatamente.
L’importanza della lingua finlandese come un irresistibile fattore unificante di coloro che la parlavano in splendente isolamento non può essere sovrastimata. Non è un ordinario vicolo di comunicazione come lo svedese o l’indonesiano. La sua abbondanza di vocali e la sua scorrevolezza può ricordare ad un primo acchito l’italiano ma, ascoltando attentamente, uno può notare il vibrante nerbo sottostante, che non risulta in nessuna lingua del Sud, e non è neppure vicino alla rozza e forte lingua germanica. L’impressionante lunghezza del suo reggimento di nomi e aggettivi, la musicalità delle sue coordinate desinenze, l’ondulata sonorità delle sue frasi involute sono tutte pennellate dell’anima artistica e tenace di un popolo che viene da lontano.
La lingua contiene in sé il fruscìo delle foreste di conifere, la turbolenza delle correnti artiche che possiamo ascoltare nella musica di Sibelius, nella solitudine e nella fredda malinconia dei laghi del Nord, nel rinvigorente errare per le steppe dell’Asia Centrale, nella vitalità e perseveranza degli avventurosi e tenaci pionieri. Ascoltare le risolute armoniche di questa agile lingua asiatica non lascia dubbi alla seguente dichiarazione: noi finlandesi viviamo quassù del Nord con voi come vicini, può essere che ci piacciate e che ci troviamo bene con voi, ma potete vedere e udire che noi siamo diversi. Abbiamo la nostra lingua e letteratura, folclore, arte ed estetica, musica e senso delle forme e dei colori, in breve una visione del mondo unica. Questo messaggio è implacabile come il clima e l’ambiente finlandesi.
Queste latitudini producono persone imperturbabili, vigorose, dinamiche, con una straordinaria fiducia in se stessi e istinto di sopravvivenza. I sopravvissuti artici devono avere capacità di resistenza, coraggio, indipendenza e inventiva. Fra tutti i popoli del mondo solo i finlandesi si sono stabiliti, con una popolazione di cinque milioni di persone, su una terra interamente al di sopra del 60º parallelo Nord.
La Finlandia in Europa
Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, nonostante il suo isolamento geografico e il legame con la Russia, la Finlandia aveva vedute sorprendentemente internazionali. Dal 1890 fino all’indipendenza nel 1917, la regione del Baltico Orientale era una delle aree più internazionali del mondo. Helsinki, Viipuri e San Pietroburgo erano centri vitali di eccellenza artistica e onnipresente multilinguismo. Oulu e Tampere erano multilingue e in Viipuri molte persone parlavano quattro lingue.
Nel 1900 il numero di persone che parlavano lingue diverse dal finlandese e lo svedese superava il numero della minoranza di lingua svedese. Stranieri avevano grandemente contribuito in precedenza allo sviluppo dell’industria finlandese, così come il nome di molti prodotti testimonia - Fazer (tedesca), Hackman (tedesca), Finlayson (scozzese), Gutzeit (norvegese), Sinebrychoff (tedesca di San Pietroburgo). L’industria casearia finlandese fu fondata da maestri svizzeri e stranieri costruirono la parte centrale dell’industria metallurgica della Finlandia. L’inno nazionale finlandese fu composto dal tedesco Pacius, che trascorse la maggior parte della sua vita in Helsinki.
Indipendenza
Quando si presentò l’occasione di rivendicare l’indipendenza, i finlandesi la presero al volo, rapidamente ed efficientemente. Riconobbero il proprio momento storico e furono fortunati con la loro leadership al tempo.
I finlandesi fondarono uno Stato moderno il più velocemente possibile, basato sull’eguaglianza e la libertà. Il fervore nazionalista fu alto, ma lo sciovinismo arrogante è sempre stato assente nella storia della Finlandia. Il loro comportamento nei confronti della minoranza di lingua svedese (il sei per cento al giorno d’oggi) fu scrupolosamente onesto.
La lingua svedese, insieme alla finlandese, è lingua ufficiale e gli svedesi di Finlandia (che si sentono finlandesi, non svedesi) hanno il loro partito politico, i loro quotidiani ed eguali diritti. Per venti anni (1919-1939) il progresso della Finlandia fu costante, talvolta spettacolare. Seguirono molti trionfi atletici - particolarmente alle Olimpiadi del 1936. Una lunga schiera di atleti finlandesi divenne famosa nel mondo, da Paavo Nurmi negli anni venti a
Lasse Virén negli anni settanta. Alle donne fu dato il diritto di voto (sin dal 1919, n.d.t.) e una democrazia genuina fiorì.
Sibelius, Kajanus, Saarinen, Järnefelt, Gallen-Kallela e Alvar Aalto assicurarono la rappresentanza della nazione ai più alti livelli artistici; un’intelligente gestione della foresta finlandese e di altre risorse portò ad un veloce miglioramento dello standard di vita.
La Seconda Guerra Mondiale fu uno shock crudele e una severa battuta d’arresto per la giovane nazione, ma anche la sconfitta fu una vittoria, poiché l’indipendenza fu mantenuta e il successivo destino di dieci nazioni dell’Est Europeo servì ad enfatizzare la buona sorte della Finlandia, guadagnata dalla sua determinazione nel lottare fino alla fine per ciò in cui credeva.
Dopo la guerra, la saga continuò. L’impresa della Finlandia nel risistemare 400 000 profughi dalla Karelia nello spazio di pochi mesi fu largamente ignorato dal resto del mondo. La nazione piegata dalla guerra si prefissò immediatamente il compito di pagare gli ingiusti risarcimenti di guerra all’Unione Sovietica - risarcimenti che vennero saldati per intero alla data prefissata.
Gli anni cinquanta e sessanta furono difficili per l’economia, avendo la Finlandia povere relazioni nella famiglia delle nazioni del Nord. L’assiduità della nazione alla fine trionfò: in primis la Finlandia sorpassò la Svezia negli investimenti esteri e successivamente vide prosperare un boom economico per dieci anni a partire dal 1978. Una società pulita, salva dal crimine e dalla povertà, entrò nella lista delle dieci nazioni più benestanti del mondo nei primi anni ottanta. E senza rovinare l’ambiente.
Ingresso nell’Unione Europea
Se gli anni dal 1917 al 1970 testimoniarono il consolidamento dell’identità nazionale finlandese, avente come corollario una diminuzione del coinvolgimento negli affari internazionali, gli anni settanta e gli anni ottanta videro il risveglio dell’identità europea della Finlandia nel momento in cui grandi aziende come Kone e Nokia vennero internazionalizzate.
Fu solo una questione di tempo prima che la Comunità Europea guardasse a Nord verso le nazioni nordiche come nuovi, fidati membri. Un nuovo momento storico fece capolino, e ancora una volta i finlandesi lo fecero più velocemente e in modo più decisivo degli Svedesi.
La Finlandia non stava entrando in Europa, stava rientrando in Europa. I finlandesi, sebbene di probabili origini asiatiche, pensano come Europei, e molte delle loro istituzioni sociali vennero insieme al Luteranesimo dalla Svezia e dall’Ovest. I finlandesi sono forse Europei allo stesso modo dei Danesi o degli Svedesi e possibilmente più degli Spagnoli o anche dei Britannici.
Gli schemi comunicativi dei finlandesi sono asiatici, ma i loro valori sono occidentali, liberali, europei. Sarebbe sbagliato per i finlandesi o per altri di pensare alla Finlandia e alla Svezia come “nuovi ragazzi” in Europa. “Figlioli prodighi” potrebbe essere una migliore descrizione. La cultura finlandese e svedese danno un vero equilibrio europeo all’Unione. Sono qualità che dovrebbero essere benvenute, possibilmente emulate - certamente non sminuite o compromesse.
La presidenza finlandese dell’Unione Europea
Nel 1999, la Finlandia acquisirà un nuovo livello di coinvolgimento negli affari europei nel momento in cui assumerà la presidenza dell’Unione Europea. Questa è una sfida che intimidisce una giovane nazione: la presidenza può fissare priorità politiche per l’Unione. Il suo consenso può essere costruttivo o distruttivo. Rappresenta l’Unione al mondo esterno.
Di grande importanza per la Finlandia è che la presidenza attira prestigio verso lo Stato membro che la esercita. Ogni presidenza ha il suo proprio stile - e questo stile è ovviamente inseparabile dall’identità nazionale. Gli Italiani, per esempio, nella loro ultima presidenza, si prefissero una tipica agenda magniloquente piena di buone intenzioni - portare stabilità nei Balcani, promuovere la pace nel Medio Oriente e creare lavoro in Europa. È ciò che ognuno si sarebbe aspettato da loro.
Altre nazionalità hanno un approccio più pragmatico, meno idealista. I finlandesi e gli svedesi devono puntare ad un ruolo positivo. Questo sarà sviluppato nei prossimi tre-quattro anni, ma l’immagine finlandese può avere a che fare con la sincerità, il senso comune, la concisione, la calma e l’imparzialità, senza menzionare una reputazione di relazioni limpide.
Il comunicatore finlandese - punti forti e deboli
Si è molto scritto riguardo alla debolezza della Finlandia nelle situazioni di comunicazione internazionale e non è un mito. I finlandesi spesso appaiono riluttanti comunicatori e spesso falliscono nel creare l’impatto richiesto quando parlano. In ogni caso i finlandesi hanno potenzialità nascoste in quest’area; e molto spesso non si rendono conto di averle.
I punti di forza dei finlandesi si fondano nei loro valori e nel codice comportamentale, non nella loro espressività. Il dilemma dei finlandesi è di avere valori europei occidentali nascosti in uno stile di comunicazione asiatico. I due sono in un certo senso incompatibili. I valori europei sono determinati, logici, spesso Hegeliani. Nel Nord Europa specialmente si tende a vedere in “bianco e nero”. I valori asiatici sono meno secchi e spigolosi, più ambigui e marginali. Lo schema di comunicazione asiatico - esitante, rispettoso, ambivalente, sempre controllato, è un mezzo ammirabile per i valori asiatici. In Finlandia è un punto a sfavore.
| USA/Europa occidentale | Finlandesi | Asiatici |
| democrazia | democrazia | gerarchie |
| autodeterminazione | autodeterminazione | fatalismo |
| eguaglianza per le donne | eguaglianza per le donne | uomo-prevalente |
| etica di lavoro | etica di lavoro | etica di lavoro |
| diritti umani | diritti umani | diseguaglianza |
| ecologia | ecologia | sfruttamento dell’ambiente |
| estroverso | introverso | introverso |
| energico | modesto | modesto |
| vivace | quieto | quieto |
| pensa a voce alta | pensa in silenzio | pensa in silenzio |
| interrompe | non interrompe | non interrompe |
| loquace | diffida dei grandi parlatori | diffida dei grandi parlatori |
| non piace il silenzio | usa il silenzio | usa il silenzio |
| verità prima della diplomazia | verità prima della diplomazia | diplomazia prima della verità |
| manifesto linguaggio corporeo | poco linguaggio corporeo | poco linguaggio corporeo |
Le donne finlandesi
Le donne finlandesi, oltre a possedere i punti di forza descritti sopra, sono anche più comunicative gli uomini. Quando le donne siedono sulla poltrona del capo, i seguenti punti devono essere sempre tenuti in mente:
- L’eguaglianza dei sessi è una realtà che funziona
- Il livello di educazione delle donne finlandesi compete o supera quello di altre nazionalità
- Le donne finlandesi sono comunicative, esploratorie, dotate di un approccio diretto
- Una certa emozionalità da parte delle donne finlandesi può significare un’alta sensibilità ai messaggi e alla capacità di leggerli. Questo può risultare in molti casi in un approccio più olistico, concettualmente più totalizzante
- Alcune nazionalità, per esempio italiana, portoghese, possibilmente svedese, trovano talvolta più facile stabilire un rapporto con una donna (nordica) rispetto a un uomo.
Non c’è dubbio che le donne finlandesi giocheranno un ruolo importante nelle relazioni europee.
Come avvicinare un finlandese
Il miglior punto di partenza è di avere fortemente chiaro nella mente che il finlandese è una persona formidabile. Il comportamento lento, reticente ed evidentemente ritroso, spesso riferito da svedesi, tedeschi e fancesi tra gli altri, non è altro che una maschera illusoria che copre un individuo veramente moderno. Più si ha a che fare con i finlandesi, più ci si rende conto che sono in effetti perfezionisti. Si sottomettono educatamente all’altrui intelligenza e affabilità ma in realtà spesso sono loro a primeggiare. Il loro modo di primeggiare è fatto discretamente, ma efficientemente.
I modesti partner finlandesi così complementari rispetto agli attributi di altre nazionalità risultano invece spesso essere tecnocrati altamente qualificati con risorse molto solide. Il loro ufficio, macchina e vestiti possono benissimo essere di qualità migliore di altri, la loro casa sicuramente lo è. Possiedono uno standard ne plus ultra di pulizia, onestà, capacità di resistenza, abilità tecnica, affidabilità, igiene, sicurezza ed educazione.
In Finlandia si può bere l’acqua direttamente dal rubinetto, i dottori sanno come curarti se sei malato, gli autobus, i treni e gli aeroplani partono in orario, non ci sono uragani. I quotidiani sono stampati su carta di buona qualità e l’inchiostro non si attacca alle dita; [...]. Il latte e il caffè finlandese sono tra migliori al mondo. Il cibo è sano, la società solidale.
Tedeschi, olandesi, svizzeri e altri popoli spesso parlano di quanto sono uniti, ma i finlandesi possiedono una risoluta solidità che dà sempre l’impressione di sapere dove siamo quando siamo con loro. I finlandesi cercano solidità anche negli altri. Riferisci i successi della tua cultura sempre con un tono modesto. Lavori di basso profilo vanno per la maggiore con i finlandesi. Non ti vantare. Quando hai finito il tuo discorso non ti aspettare nessuna replica. Stanno pensando a quello che hai detto. I finlandesi non pensano e parlano allo stesso tempo.
Goditi il silenzio - non molte persone ti concedono questo lusso. Considera il silenzio come un segno positivo per cui potersi rilassare. Va’ in sauna e fatti un drink. Quando lavori con i finlandesi dovresti provare a pianificare traguardi precisi, definire obiettivi e fare appello alle risorse interiori degli individui per raggiungere l’obiettivo grazie al loro lavoro e per essere completamente responsabile di ciò.
Ai finlandesi piace dimostrare la loro capacità di resistenza in compiti solitari - essi eccellono in gare solitarie come la corsa di fondo, lo sci e il rally. La persona d’affari finlandese esige di capire bene qual è la propria responsabilità e la propria autorità. Non vuole l’una senza l’altra. L’autodisciplina è assunta a priori.
Ai finlandesi non piace essere diretti da troppo vicino; preferiscono venire da te con i risultati finali. Devi ascoltare bene i finlandesi, perché se loro hanno qualcosa da dirti, spesso è qualcosa per cui vale la pena ascoltare.
Presta attenzione al sottile linguaggio del corpo poiché loro non ne hanno altri. Non occorre lodare esageratamente, ma avere carisma è accettato. I quotidiani finlandesi sono tra i migliori e i più obiettivi al mondo, per cui probabilmente loro sono più informati su numerosi eventi di quanto tu lo sia.
Mostra vivo interesse nella loro cultura - in ogni caso è gratificante. Metti in chiaro di sapere che la Finlandia e i prodotti finlandesi sono altamente tecnologici. Se dirigi finlandesi, ricorda che essi hanno un’alta dignità e armonia interiore, che si oppone al supporto per il lavoro di gruppo. A loro piace l’idea di centri di profitto e responsabilità. Possono talvolta essere lenti a prendere una decisione ma, nel momento in cui è presa, è difficile che venga cambiata.
Infine ricorda che sono molto asciutti (anche questa qualità porta i suoi aspetti positivi). Si racconta di una volta in cui il grande compositore finlandese Jean Sibelius, a cui occasionalmente piaceva andare a fare bisboccia per tre o quattro giorni con altri intellettuali, ricevette una telefonata dalla sofferente moglie che gli chiedeva una previsione di quando sarebbe tornato a casa. “Mia cara, io son compositore. Sono coinvolto nel business di comporre musica, non di fare previsioni,” fu la sua risposta.
Original title: “Finland: Europe’s Hero Nation” © Richard D. Lewis 1997
The original version appeared in “Cross Culture Letter to International Managers” © Richard D. Lewis 1997, and published by the Institute of Cross Cultural Communication. For more information check the website http://www.crossculture.com/
Translation from English: Raffaello Tesi (2004).
Published under permission of the copyright holder.


