La stanza di Montanelli: lettere di commiato

Raffaello Tesi

Lista delle lettere di commiato spedite a La stanza di Montanelli dopo la morte del giornalista.

Tutti i link sono al Corriere della Sera e sono riportati qui a scopo divulgativo, dal momento che non è possibile accedervi direttamente dall’archivio del quotidiano.

23.7.2001
Il più grande testimone
La scelta di non piegarsi
Non fu mai banale
Piango l’amico
Indipendente in ogni occasione
Intransigenza esemplare
Provocava il dialogo
Concittadini come protagonisti
Legame affettivo
Un padre insostituibile
L’applauso in sala Albertini
I valori di pace e amicizia
Con la Lettera 22
Un abbraccio con affetto
La scelta dell’Ulivo
Borse di studio a suo nome
Ardore e saggezza
Un peccato per il libero pensiero
Il mestiere contava più di tutto
Muore un pezzo di storia
Un esempio da seguire
Non aveva paura della morte
Aspettiamo il nuovo indirizzo
Quel compleanno a Palazzo Chigi
Lezione di oggettività
L’onestà intellettuale
Un affetto strappato
Imparare quello che ha insegnato
Come il Papa
Come il Papa
Vuoto abissale
Pregheremo, non ti arrabbiare…
Un modello
Caro Indro…
Quel Giornale sottobraccio
Globalizzare il cielo
La parola liberale
Eredità immensa
La giusta spiegazione
Il «nostro» Giornale
Padre amato e rispettato
Arrivederci a settembre
Capire il presente
Io che ti credevo immortale…
Lui, la storia l’aveva vissuta
Servitore del lettore
Farò leggere di te ai miei figli
L’indipendenza
Coinvolgere il lettore
Questo secolo ti andava stretto
Hai perso, hai ricominciato dal principio…
Ci hai lasciato una verità…
La stecca nel coro
La storia del nostro Paese
Le parole giuste
Le tue sferzate
A costo di farsi odiare
Maestro di onestà intellettuale
Era un racconto di Guareschi
Sull’attenti
Ho trovato il coraggio
Lettera 22
Lo devo a lui
Coscienza critica del Paese
Ciao Indro
Un maestro
Giornalista per antonomasia
Utile a molti
Sentite condoglianze
Ricordati di noi
Un grande amico di Israele
La Stanza resterà vuota
Semplice come i veri grandi
Ti abbraccio
Chissà cosa ne pensa Indro
Mi ha insegnato a leggere un quotidiano
Non è un addio
Qualcosa d’importante
Modello per noi ventenni
Gli articoli che non “giravano”
Vorrei poter diventare come lui
Una testa in meno che pensa
Non so cosa dire
Una preghiera buddista
Cosa faremo?
L’ho scoperto tardi
Non se ne vada in silenzio
Non sarà dimenticato
Un groppo alla gola
La forza delle idee
Un rimpianto
Preghermo per te
A difesa della libertà
Ciao a pugno chiuso
Hasta la vista!
Una tua risposta
Esempio di saggezza
Il più grande del ‘900
Non conoscevi l’ipocrisia
Allibito
Punto di orientamento
Un discepolo
Come perdere un amico
Un vuoto
L’importanza di chiedere scusa
Vuoto nel giornalismo italiano
Lontano dal qualunquismo
Una persona perbene
Mi restano i tuoi scritti
“Attonita la Terra al nunzio sta”
Un dolore diverso
Onorarne la memoria
Riposa in pace
“Montanelli ha detto…”
Non se ne faccia monumento nazionale
Da San Paolo
La realtà dei fatti
Non ti scorderò
Oltre il giornalismo
Vivrà nel nostro ricordo
Arrivederci direttore
Libero attravero la storia
Un vero liberale
Infinite grazie
Shalom da Gerusalemme
Non ha sbagliato un articolo
Sommo exemplum
Ha denunciato la cialtroneria
Lo conisderavo un nemico
Il suo pensiero continuerà
Fuori dal coro
Grande, ma odiato
Tra i protagonisti
“Il generale Della Rovere”
Ironia e puntualità
Commosso omaggio
Conservo l’articolo
Testimonianze indelebili
Italiano immortale
Padre di tutti i giornalisti
Quella notte del ’68
Ti insegnerò ai miei allievi
Grazie per la coerenza
Ho perso un po’ di me
Le devo molto
Dal Texas
“…a domenica prossima”
Orfani
Umorismo sottile e amaro
Ciao capitano
Il sonno dei giusti
22 luglio ’68: moriva Guareschi
Tante risposte
Riempire la stanza vuota
Come un padre
Ancora orfano
Appuntamento quotidiano
Malinconia profonda
Uno dei tanti lettori
Un vuoto
Solo triste
L’ultima Lettera
Un grande in mezzo a noi
Te ne sei andato in silenzio
La risposta giusta
Guardaci da lassù
Gli ultimi anni

24.7.2001
Un hombre vertical
Esempio d’indipendenza
Come un padre perduto
Enorme commozione
Vincere tutte le battaglie
Un grande tifoso
I suoi pareri equilibrati
Linea diretta con l’Italia
Come una martellata
Rapporto difficile con la città
Ascoltarlo a bocca aperta
Il piacere di conoscere
Profonda tristezza
Libero, sincero, schietto e coerente
Indipendenza di spirito
Il piacere di averlo conosciuto
Un vero combattente
Maestro insuperabile
Grazie per la lezione di vita
Due fulmini
Attivo fino all’ultimo
La capacità critica
La sfuriata quotidiana
Grande coscienza civile
Non abbiamo capito tutto di lui
Ho perso un «pater» spirituale
Sarà insostituibile
Anche la cronaca diventa Storia
Nel mio archivio di ritagli…
Un lettore distratto
L’unica durezza dei buoni
Formare un uomo
La morte è brutta, morire è peggio
Negli anni di piombo…
La strada che hai tracciato
Tante risposte nella Stanza
Il 22 luglio
Continuerai a «scrivere tra le nuvole»
Quel necrologio
Professionista unico
Ci spiegavi come diventare uomini
Ci mancherà
Il giornale mutilato
L’eco della sua coerenza
Un sacerdote dall’Argentina
Dalla Grecia
Quell rettangolo vuoto
Il pensiero non muore
Da chi non la pensava come lui
La tua assenza, la mia solitudine
Una voce limpida
Nel giornale del mondo…
Senza compromessi
Da mio padre 86enne
Toscano mordace
Oh capitano, mio capitano
Da un emigrato
La voce controcorrente
Stella polare dell’obiettività
Vivere fuori dal coro
Indro, uomo libero per eccellenza
Mi ha aiutato a ragionare
Dall’età di 16 anni
La sua lotta per la sopravvivenza della ragione
Ti piango…
Hai scritto per noi
Simbolo di libertà
Spero di non deluderla
Il caro nonno Montanelli…
La Malpensa? Aerporto “Indro Montanelli”
Era un vizio di raro piacere
92 anni e un quarto
Più vulnerabili
Ti sia lieve la terra
Le persone di buonsenso
Che peccato
La pagina più importante
Dalla Finlandia
Quel parere su Dio…
Un Grande fino all’ultimo
Tutti in due colonne
Mi mancherà il suo pessimismo
Un’eredità di famiglia
La via delle cose in cui si crede
Eri uno «di famiglia»
Uno sconquasso
Era sempre un piacere
Montanelli, lo storico
Un eterno riposo
I conti con la coscienza
Senza spocchia né retorica
Il Nonno che avrei voluto avere
Quaranta anni fa…
La memoria corta
Quella foto nella Stanza…
Mai scritto, sempre letto
Capire
Un pilastro del giornalismo
In punta di piedi
Inimitabile
Il suo lucido insegnamento
Il tuo unico potere
Riferimento morale
Pensare non è di moda
Sei stato fondamentale per la mia formazione
Le brune lettere…
Ho una meta, non più la guida
Timidezza
Una lunga citazione
Dagli Stati Uniti
Con spirito critico
Vero, irriverente, mai retorico
La serietà
L’amore per il mio paese
Una voce per meditare
Un grande uomo del Novecento
Niente salamelecchi
Non ha scritto sull’acqua
Bella italianità
Il piacere delle tue risposte lapidarie
Raro simbolo di dignità
Una maestra
Più poveri, più ricchi
Cultura e personalità
Chissà cosa penserà Montanelli…
Un toscano ironico
Ci si levi il cappello
Invidia
La mano nervosa
Una voce contro vizi e aberrazioni
Continerò ad ascoltarti attraverso i tuoi libri
Testimone di un secolo irrequieto
Se ne va un’epoca
L’ultima lettura della giornata
Un emblema
Il Corriere
Padre del giornalismo
Grande giornalista e uomo
Lezioni continue
Le tue corrispondenze dalla Finlandia
Come un bambino abbandonato
Una figura chiave per la mia esistenza
Hai scritto nel cielo
Non sarai dimenticato
Sono cresciuto con lui
Ti voglio bene
Ho imparato a leggerti a 14 anni
Il grande Giovane
Mi hai trasmesso l’amore per la storia
Mi mancherà Dott. Montanelli
Mi sento più solo
Stavo aspettando i tuoi commenti su Genova
Pesava come un macigno ma elevava al cielo
Era un grande uomo di destra, anche visto da sinistra
A noi, italiani all’estero, mancherà ancora di più
Nei tuoi scritti leggevo i miei pensieri
Grazie di essere esistito
Potrò continuare a rileggerlo
Addio maestro
Grazie per avermi fatto riflettere
E’ morto Montanelli e la tv non se n’è accorta
Spero che abbia lasciato allievi degni di lui
Lettere morte
Era uno dei miei punti di riferimento
Le scrivo adesso che non mi leggerà più
Aveva nel cuore l’Italia
Ciao Maestro
Rivedo la lucentezza dei suoi occhi curiosi
Chi mi offrirà pensieri come i suoi?
Caro direttore, con lei se ne va la mia Italia
Lo capivamo perché era uno di noi
Arrivederci Indro
Ho 25 anni, la credevo immortale
L’Italia perde un pezzo della sua memoria
Si è spezzato un pilastro
Ora la sua stanza è in cielo
Ci hai insegnato cosa significa essere liberi
Addio Indro
Sei stato quello che ognuno vorrebbe essere
Ha avvicinato i lettori alla storia
Lascia un vuoto in tutte le persone perbene
Che tristezza quella stanza vuota
Grazie a nome degli esuli Istriani
Credevo che fossi in vacanza
E’ una tragedia umana e culturale
Era il nonno di tutti
Un saluto in spagnolo
Da San Francisco l’Italia oggi mi sembra più lontana
Grazie a te non smetterò mai di pensare

25.7.2001
Sono morto un po’ anch’io
Ci mancherà anche qui in Brasile
Offrite ai lettori un ultimo ricordo
Sono brasiliana, e mancherà anche a me
Sono in Australia da 36 anni, ma non ti avevo dimenticato
Avevo la sensazione che potessi scrivere per sempre
Non hai scritto sull’acqua, ma nel cuore dei tuoi lettori
E adesso io che faccio?
Thank you
Notizia triste
Ci hai dato l’onore di essere italiani
Contro la sua volontà pregherò Dio
E’ stato unico
Un fiore, con gratitudine
Conservo un dolce ricordo
Perdita irreparabile per la coscienza morale e civile
Grazie per avermi aiutato a crescere
Spero di poterti incontrare di nuovo
Grazie Maestro, arrivederci
Un saluto insieme a Fenoglio
Lei non è stato inutile. E’ stato un faro
Ho ammirato il tuo coraggio
Insegnava senza avere l’aria di farlo
Non si poteva fare a meno di leggerlo
Ho inziato a leggere grazie ai tuoi articoli
Addio maestro
Stima e rispetto
La sua stanza resterà sempre bianca
Grazie dai giovani, uomo libero
Primo maestro alla scuola della vita
La coerenza nell’esempio dei fatti
Mi ricordava il mio babbo
Vorrei poter rientrare nella sua stanza
Non avevi il diritto di morire
Pensaci sempre
Ho 28 anni e mi ha insegnato il coraggio
Il necrologio è stato alla sua altezza
L’ultimo eroe romantico
Spero ci sia una macchina da scrivere sulle nuvole
Mi hai deluso solo quando sei morto. Non dovevi
Ho perso un amico
Grazie per le pagine che ci hai regalato
Hai dato voce alla coscienza di un popolo
Caro nonno, rimarrai la mia guida
Era un avversario, è diventato un maestro
Mi mancherà la sua schiettezza
Sono triste
Ricordo la risposta che mi hai dato
Grazie di tutto
“Servo” fedele solo della libertà
Uomo libero
Mi hai fatto crescere e ti sono grato
Le avevo scritto una sola volta
Mi aiutava capire l’Italia
Mai nulla di banale
L’ho conosciuto e mi sono emozionato
Ti è stata risparmiata l’ultima sofferenza
Sei stato un bellissimo albero
Un modello di coerenza non sostituibile
Buon viaggio, il tuo esempio resta
Che impressione quella stanza vuota
Montanelli, un piccolo principe
Continuerò a raccontarti le mie battaglie
Insostituibile
Starà spiegando l’informazione a nuovi direttori
Una guida per tutti i giornalisti
Ho un nonno che ha la tua età
Mi mancheranno i tuoi racconti
Un aiuto alle nuove leve
Uno spirtio libero resta sempre vivo
Starà già pensando a un nuovo giornale
Ti ringrazio per quanto hai fatto per me
Sono lontano dall’Italia, non da lei
«Illudersi di essere ricordati è pia illusione». Si sbagliava
Sei stato il mio Virgilio
Aveva le doti dei grandi
Con lui si chiude davvero il XX secolo
Che vuoto, ma i cuori sono pieni delle tue parole
Grazie a te e ai miei genitori
Mi mancano già le sue opinioni
Addio a racconti irripetibili
Starai già discutendo sulle tue commemorazioni
Ora conoscerà la verità che ha sempre cercato
In cielo brilla una nuova stella
Articoli che davano energia
Con le tue parole capivo i miei pensieri
Una voce e una penna coraggiosa
Ti ho conosciuto nelle tue pagine
Chi tradurrà in parole le mie idee?
Sono sicuro che è commosso
Mancherà anche a noi giovanissimi
Me lo ricordo, un anno fa…
Anche lassù sarà fuori dal coro
Gli occhi lucidi di mia madre
Non solo inquilini nelle stanze della vita
Trovarne un altro non sarà facile
Mi sento solo e perso
Speriamo riposi in pace
Grazie per questi anni insieme
La ringrazio, da toscano di sinistra
Ho perso il mio maestro di coerenza
Dava sicurezza e tranquillità
Il più grande, il più semplice
Con lui ho imparato a essere cittadino libero
Mancherà a me e a mia madre
Il coro ha perso il più grande solista del secolo

26.7.2001
Grazie nonno Indro!
Un’esperienza emozionante
Per me Montanelli rappresentava la verità
Ha espresso le sue idee con fermezza
Piango la morte di un grande uomo
Ciao Indro, grazie
Un saluto a un grande compagno di viaggi
Un parere sferzante e fuori dal coro
Mi ha insegnato a essere libero
Indro mancherà a tutto il mondo
Non ho fatto in tempo a conoscerlo
Le parole sono di troppo
E’ sempre stato il mio modello
Come facevi a convincermi sempre?
Mi sono venute le lacrime agli occhi
Ciao Indro
Mi ha insegnato molto sugli italiani
Grazie Maestro
Dalla Spagna con affetto
Ti avrei voluto come fratello-padre-nonno
Indro ha 56 milioni di nipoti
Addio Direttore
Ti ho scritto tre volte
Non ho più parole
A posteriori mi sono pentito
Non era solo, anche se faceva finta di esserlo
Credevo che tu fossi eterno
Montanelli era una certezza
Grazie da un’ammira-lettrice
Non ho mai perso un tuo articolo
Con lui se ne va un pezzo di storia
Prego per te
Conserverò per sempre le tue risposte
Sento un male senza fine
Molti non lo hanno capito
Mi ha fatto amare la Storia
A suo modo era un Padre della patria
Addio da un ragazzocon i capelli bianchi
E’ come Soljenitsin
Quella volta che non ebbi il coraggio di parlarle
Buon viaggio, Grande Vecchio
Il Faro si è spento
Mi ha insegnato a leggere
Con lui se n’è andato un pezzo di Italianità
Era la nostra voce
Si spenta la stella che segna il nord
Ho ammirato il suo spirito libero e indomito
Era il maestro di tutti noi
Era un uomo saggio ed onesto
Non dimentichiamolo
Quel tuo biglietto di auguri
Ci mandi una Stanza dall’Aldilà
E’stato il mio maestro di idee e di vita
Un doveroso omaggio dalla Val d’Arzino
Ho pensato a quando venivo paragonato a te…
Ho sempre ammirato il tuo coraggio
La ricordo così…
Mancherà a tutti noi
L’altro giorno non è sorto il sole
L’Italia ha perso un Grande
La memoria delle parole
L’avevo scoperta come padre intellettuale
Lettera ad una stanza vuota
Gli occhi di un uomo libero
Nulla di più
Strana la vita
L’unica vera ragione
In spagnolo
Essere liberi e pensanti
Le sue provocazioni contro i miei luoghi comuni
In un momento come questo…
Con te in vacanza l’estate era più noiosa
Gentaglia
Una di quelle persone che non dovrebbero morire
Una persona di cui potersi fidare
Uno sguardo indimenticabile
Mi avresti detto di andare a lavorare
Lo aspettavamo all’Istituto di storia contemporanea di Ferrara
Era un giovane
Il pensiero libero
Mi rispose personalmente
Un esempio per diventare libero
Onesto e integro
Saper essere da soli nella massa
Diecimila in tasca, ma il Corriere non mancava
La sconfitta è il blasone degli uomini bennati
Per essere se stessi bisogna essere qualcuno
Non aveva riguardo per i potenti
Una voce libera e vera
Hai aperti gli occhi a una moltitudine
Individuavi i lati nascosti dei fatti
Dal Qatar
Quanta Italia nei tuoi pensieri
Alla Madonnina c’ero anch’io, una qualunque…
Nonno Indro, burbero e saggio
Beati coloro che cercano la Giustizia

27.7.2001
Ti devo la mia passione per il giornalismo
In miei bambini non ti leggeranno
Riflettere senza difese
Il mio sogno era conoscerti
Saper parlare e sapere ascoltare
Sarà immortale
Mi hai aperto gli occhi
Groppo in gola
Una mano da lussù
La tua battaglia per Venezia
I suoi valori, né di destra né di sinistra
L’importante è riflettere
Un aiuto per capire il mondo
Padri della Patria
Un autografo e una carezza
Essere coroggiasa come lui
Il ricordo del padre che tutti vorrebbero
Ti gambizzarono, non ti fermarono
Ci vediamo a Fucecchio, promesso
Come la morte di un parente amato
Affascinato dal suo stile
Il tuo esempio sulla pelle del Paese
Il mondo con coscienza critica
Ci ha spiegato il mondo, la Storia, la vita
Le voglio tanto bene
Era triste e bella la sua stanza vuota
Spirito libero
Quella stanza vuota fa male
Capivo che ci volevi bene
Lottare per rimanere liberi
I miei ricordi da Fucecchio. Grazie
Una poesia per te
Tutti suoi articoli resteranno con me
Sarebbe bello se il Corriere raccontasse la tua vita
I saluti di un “ragazzo” come te
Oggi cercavo ancora un suo articolo
Grazie per il tuo unico esempio
E’ morto un caro amico
La prego, sbotti anche da lassù
Lo stile di un maestro
Il tuo sguardo lucido sulla storia quotidiana
Ancora grazie per la sua risposta
In attesa di piangerti
Riuscivi a farmi interessare alla politica
Ho letto prima lo storico, poi il giornalista
Saluti dall’Istria
Ci mancherai, soprattutto di questi tempi
Sempre dalla parte dei lettori
Grazie dai tuoi “editori”
L’ho incontrata e non la dimenticherò
Spero cresca un talento come il suo
Via Solferino, via Montanelli
Garanzia di memoria storica
La sua stanza mi dava sicurezza
La sua era una stanza pulita
Resteranno eleganza, saggezza e onestà
Ricoderò il suo carattere
Ho 18 anni e mi ha aiutato ad essere matura
Un saluto dalle Filippine
Un nonno erudito e scontroso
Ho iniziato dai «controcorrente»
Thank you, from Finland
Una volta con me ti sei scusato
Mi ricordo un breve incontro
Grazie a lui abbiamo una casa
La mia prima e ultima lettera
Avrei dovuto ringraziarti prima
E’ la terza volta che ti scrivo
Non chiudete la Stanza
Per me me non aveva età
Strano figlio italiano
Tre righe meglio di tre colonne
Cordoglio da Johannesburg
Sono stato ospite nella Stanza
Qui a Salonicco mi mancherà ancora di più

28.7.2001
Ci lascia un uomo franco, retto
Io, spagnolo, con lui ho imparato l’italiano
Lassù con il mio amato nonno
Sei stato un’eccezione
L’ho scoperto in ritardo
Il migliore
Mi hai fatto piangere
Lo leggevo da sempre
L’Italia sarà più omologata
La feci parlare di Zio Paperone
Come il gabbiano Jonathan
Signor Montanelli
Lo insultavano in vita, ora lo rimpiangono
Non sapevo il suo nome, ma lo leggevo
Dacci il nuovo indirizzo della Stanza
Ha rappresentato il XX secolo
Dire quel che si pensa, fare quel che si dice
“Se” di Rudyar Kipling
Ciao Indro, mi insegnavi a crescere
Il suo padrone era la sua libertà
Senza bussola
Il mondo dell’onestà intellettuale

31.7.2001
Il tuo coraggio mi faceva sentire un po’ codardo
Prendeva per mano lo scompiglio della vita
Mancherà anche a noi australiani
Grazie dal popolo ebraico
Resterai sul mio calendario
L’immortalità della ragione
Si è spenta la luce che mi guidava
Ci hai dato l’idea che il giornalismo possa essere libero
La bellezza di una lezione finita
Siamo più soli e più poveri
Grazie per il congedo maestro
Coraggio, coerenza e cultura
Non avrei pensato di piangere
Mi manca come uno di famiglia
Dall’abitudine alla gioia
In cielo brilla una nuova stella
Riaprite tutte le sue Stanze
Ciao maestro di vita
Ero spesso in disaccordo con te. Mi mancherai
Raccontava grandi cose anche ai piccoli
Leggerti mi ha fatto bene
Una perdita insostituibile
Grande nostalgia

1.8.2001
Una perdita insostituibile
Grazie per la liberta che gli è stata lasciata
Sapeva dialogare con i giovani
Appartenevi a tutti gli Italiani
Saluti da Tripoli
Si è affacciato al nuovo secolo
Mi ha fatto conoscere personaggi lontani
Mi ha fatto innamorare del giornalismo
Grazie per il coraggio
998 saluti da Giuliani, Dalmati e Fiumiani
Grazie per tanti anni di idee
Il suo esempio deve restare
Ci ha aiutato a crescere
L’ho «incontrato» per la prima volta sul Corriere dei Piccoli
Un capitano coraggioso
Applausi da evitare, anche negli articoli
Ho avuto una folgorazione, a 20 anni
Buona fortuna, dovunque tu sia
Il ricordo di un incontro illuminante
Ti cercherò ancora nei tuoi libri
Tenetelo sempre al Corriere
Era un uomo vero
Spero che resti qualcosa dei suoi insegnamenti
Non credevo che fossimo così tanti
Io ho condiviso con lei una cosa dolorosa
La sua arma più efficace: la parola
Il suo comportamento di esempio per gli italiani
I suoi principi erano l’onestà e il coraggio
Dietro di lui il vuoto
Grazie a lui eravamo orgogliosi di essere italiani
Con lui è morto il simbolo della purezza e della libertà
Lo conobbi prima della seconda guerra mondiale
Era la scrittura fatta carne
Tante qualità in un sol uomo
Abbiamo perso una parola di verità

2.8.2001
Adesso non voglio risposte
Se ne va una parte di tutti
Momento difficile
A chi chiederò su Genova?
Le mani volano
Il rimpianto di una discussione mancata
Ogni giorno un capolavoro
Turarsi il naso non è più necessario
Una chiave per capire il mondo
La Storia, per capire il mondo
Mai nessuno potrà sperare tanto
Contre-courant
I tuoi libri preziosi
Ho pianto due volte
Un faro nella tempesta si è spento
Un ammiratore
Non ero d’accordo, ma non mi deludeva mai
Mio padre e mio figlio
Indro e Madre Teresa
Per esserci
Spiegavi l’Italia agli italiani
La sua libertà e la sua Stanza
Seguire le idee, non le bandiere
Il Dante Alighieri del XX secolo
Mio padre ti somigliava
Lo detestavo, poi diventò un punto di riferimento
Sul Corriere cercavo la tua firma
La penna più elegante
I tasselli della Storia nella tua Stanza
Chi colmerà questo vuoto?

3.8.2001
Peccato per quell’ultima esortazione..
Sogno infranto
L’essere galantuomo non ha colore politico
Amato e odiato percé dicevi la verità
Le discussioni con mia nonna
Libertà di pensiero, non pettegolezzi
Rimarrà il suo ricordo
Dal 1972
All that wisdom…
Compagnia e riflessione
Il suo spiritaccio libero
Anch’io sono toscano
Il mio Kipling
Emblema per il futuro
Un uomo solo al comando
Mio figlio di 15 anni
Non farsi tappare la bocca da nessuno
Un innamoramento senza fine
Un maestro di vita
La mia umile goccia
Schiena dritta
Affittasi
Dopo la morte, lo stordimento
Una raccolta delle Stanze
Il numero uno

4.8.2001
Raro componente di questa terra
Oltre al dolore ci sono gli insegnamenti
Semplicità e genialità
Il rispetto delle idee
Mi mancheranno i suoi editoriali
Grazie per l’ospitalità nella sua Stanza
Avrei voluto nascere italiano per leggerlo prima
Dovrebbe essere studiato nelle università
Una delle sue ultime interviste
Firma incalcellabile sul libro della storia
La paura di restare soli
Non dovrebbero morire uomini così
Leggevo il Corriere al contrario
E’ sempre rimasto lo stesso
La Stanza deve continuare
Tormenterà sempre il sonno dei servi dei potenti
A 18 anni mi ha già fatto cambiare idea
Un esempio per chi sa riflettere
Grazie al Corriere per avermelo fatto incontrare
Ora ci sentiamo più bischeri
Peccato esser troppo giovani
Mi manchi già
Illuminavi la mia stanza interiore
Un grande vuoto
Il valore dell’incoerenza
Ti sei risparmiato l’ultimo dolore
Un fiore da San Francisco a Fucecchio
La tua penna ha segnato cuori e menti
E’ finita, ma non del tutto
Saluti da una famiglia di emigranti
Un suo ricordo da Budapest
Nei suoi pensieri tutto il «vivere quotidiano»
Mi ha reso meno pesante vivere la mia vita
Immenso dolore
Nei giorni difficili si sente ancora di più la sua mancanza
Mi hai aiutato a capire la vita e il mondo
Classe ed eleganza

5.8.2001
Sei stato la mia lettura quotidiana
Mi ha insegnato la storia
Quel buon senso che non si trova più
Continuerò a leggere i suoi libri
Ritagliavo i suoi editorali
Un punto di riferimento
La sua Stanza era un viaggio nella conoscenza
Vorrei che il Corriere ripubblicasse i suoi articoli
Si è perso un modello familiare
Hai colmato un vuoto nella mia esistenza
Era una leggenda vivente
Non era mai banale
Era un grande uomo
Sento la sua mancanza
Provo tanta nostalgia
Lo consideravo un reazionario, era invece un maestro di dignità
Facciamo nostro almeno il suo stile
Mi fece piacere la storia già dal liceo
Mi hai insegnato a vivere scomodamente
Un paragone sgradevole
Una poesia per ricordare
Chi spiegherà il XXI secolo?
Era anche un ingegnere
Un uomo schietto in un mondo sempre più ipocrita
Ha colpito nel segno, anche l’ultima volta
La memoria di una nazione
Lei ha unito persone diverse
Mai schiavo degli editori
E adesso a chi scrivo
La verità sopra tutto
In questi giorni ho più paura
In settembre riaprite la Stanza
Un’assenza insostenibile
Sono addolorato come gli altri italiani
Ricordo una visita al «Giornale»
Una guida spirituale

6.8.2001
Modello di indipendenza
Emozioni in questa ultima Stanza
Mattine già meno interessanti
Saluti da un ammiratore tedesco
Promuoviamo i suoi libri nelle scuole
Libero sempre e comunque
Grazie per le pagine che gli avete dedicato
I ricordi di un lettore 27enne
Aspettavo un suo commento sui fatti di Genova
Grazie giovane saggio vecchio
Mi ricordavi i valori giusti
Ho imparato molto da lui
Pomeriggi di lettura
Fatto di una stoffa diversa
Via Solferino diventi via Montanelli
Mi ha insegnato a capire l’Italia più a fondo
Mi aiutava a non diventare fazioso
La preziosa capacità di indignarsi
L’Italia ha perso un patrimonio
«Vuoto» tre volte

7.8.2001
Il fascino della Storia
Poter non essere d’accordo con te
Mito e coerenza
Scriverai ancora con la tua Lettera 22
Ti ci voleva un permesso illimitato
Pensiero tagliente, spirito immortale
Speriamo abbia torto…
Spero di sognarti
Il coro dopo la tua morte
Marco
Da grande farò la giornalista
Con i tuoi testi la mia coscienza civile
These two gifts you gave me
Era un momento di speranza
Un gigante fra i nani
La penna più eloquente
Bagaglio prezioso
Pungente e incontenibile
La visione “montanelliana” dell’esistenza
Un rito giornaliero
Il dispiacere di non essere venuto al funerale
Libertà e rispetto
I tuoi pareri scomodi
I tuoi rimproveri, le tue ramanzine
Scusa la mia pigrizia
Scompare una guida
Era la mia prima pagina personale
Perchè adesso soffriamo?
Il migliore dei giornalisti
Esule dai luoghi comuni
Ciò che noi Italiani non siamo mai stati
Un autentico liberale di altri tempi
Un trimestrale in Canada
Ci accodiamo sempre
Mi hai fatto piangere
Difensore civico nazionale
Montanelli e la fede
Mancherá anche in Venezuela
Chi ci riporterà coi piedi per terra?
Moriremo italiani
Orfano per la seconda volta
Un riferimento di saggezza e rettitudine
Non inventava, né immaginava
La mia incredulità
Un reportage dall’aldilà
Una domanda senza risposta
Un amico
Un ricordo personale di Indro Montanelli
Con Prezzolini
Ho capito la storia con te
Una stilla di immortalità
Un peana impubblicabile
L’ultima occasione per dirti grazie
Giorno nero
La «giusta» polemica
Qualità degne dei tempi antichi
Il fardello delle domande senza risposta
Molti con la memoria corta…
Quello che scriverebbe del G8
Un grande, rancoroso, maestro

8.8.2001
Un ultimo saluto da un ragazzo di 22 anni
Via le mani dal nome di Montanelli
Sognavo un tuo autografo
Lo abbiamo seguito ovunque
Mi manca la tua voce
E’ stato un grande
Ogni giorno imparavo qualcosa da lui
Siamo tutti un po’ più soli
Rendeva semplici le cose complicate
Le sue parole rimangano nelle nostre coscienze
Un ricordo dall’Argentina
La Rai ritrasmetta l’intervista a Montanelli del 1999
Ha sempre detto la verità
Mi ha reso libero
Ti ho sempre ammirato
Se ne va un puinto di riferimento
Mi ha insegnatola passione per la Storia
Abbiamo perso l’ultimo, grande italiano
Mi hai insegnato a guardare il mondo con coraggio
Si è sempre assunto le sue responsabilità
Grazie per il tempo che ci ha dedicato
La tua stanza era una luce sicura
Grazie Montanelli, mi ha fatto crescere
Mi sono formato alla scuola della “Voce”
Continueremo a sentire la sua Voce
Ricordo di un incontro pubblico
Un italiano giornalista visto dalla Spagna
Un ricordo da Bucarest
Qui in Finlandia ci manchi
Quello che sei stato rimarrà con noi
Vorrei leggere una tua ultima Stanza
Non muore solo un uomo
Due proposte per ricordarlo e fare felici i lettori
Mancherà a me e all’Italia
Mi ha reso orgoglioso di essere toscano
Un ultimo saluto da sinistra
Dire che ci manca non è retorico
Aveva ragione anche su questo governo
Tenete vivo il suo ricordo
Forse questa folla sarebbe piaciuta anche a te
Il «Ny times» l’ha ricordato male
Ti ho conosciuto nel 1984
Appassionato ricercatore di verità
«Libertà vo’ cercando»
Buon viaggio vecchio capitano
I miei dieci minuti quotidiani di acume
La mia ultima lettera
La tua vita non è stata inutile
Le tue parole non erano foglie al vento
Granelli di speranza per il presente
Ho riletto centinaia di tuoi articoli
A noi emigranti davi un’idea della Patria
Abbiamo perso l’ultimo uomo di destra, quella vera
L’unico suo datore di lavoro era l’amore per la verità
L’importanza di essere comprensibili

9.8.2001
Un esempio di libertà di pensiero
Ci mancherà
Era un riferimento quotidiano di cultura e vita
A lui la mia gratitudine infinita
Un dolore profondo
Avevo imparato a volergli bene
El amigo italiano
Avrei vlouto conoscere la tua opinione sul G8
Ti sono sempre stato “fedele”
Ci hai accolti tutti nella tua Stanza, senza distinzioni
Non è mai stato parte del coro
Un affettuoso abbraccio
Ciao Montanelli
Grazie Montanelli
E’ stato il faro della mia coscienza
Ciao da queste lacrime
Come faremo quando la Stanza rimarrà vuota?
Hemos perdido a un maestro
Mi hanno calamitato i tuoi occhi
Je n’ai pas encore fini de te lire
Ci manca già
Ha lasciato un vuoto incolmabile
Accarezzo il tuo volto
Ovunque tu sia, non rinunciare alle tue battutacce
Resterai nel mio cuore
Con lei se ne va un pezzo d’Italia
Un saluto e un grazie di cuore
Non mi sembra vero che tu te ne sia andato
Quando l’ho saputo, ho pianto
Ti leggiamo da due generazioni
Addio, caro amico
Grazie per i tuoi racconti di vita
Condoglianze dalla Germania
Grazie per quanto mi hai insegnato
Mi avete insegnato ad andare oltre
Sapeva riconoscere i suoi errori
Credevo che tu fossi eterno
Sembravi immortale
Sembravi una figura di Giacometti
Un ultimo saluto dalla Norvegia
Mi manca già la Stanza
Mi consola che tu non veda lo “spettacolo” di oggi
Non sono d’accordo con te ma ti difenderò
Quegli applausi al funerale…
Eri l’unica voce libera
Di lui tutto rimane, nulla è perso
Ciao maestro, mi manchi
Ora riesco a chiamarti anche per nome
Grazie per la tua chiarezza e la tua semplicità
Montanelli è un esempio da seguire
Avere la tua stessa coerenza
Vorrei che i suoi discepoli fossero più numerosi
Cominciavo la giornata leggendoti
La sua morte è come una pietra ricevuta in pieno petto
Grazie per i valori che ci hai trasmesso
Sei stato un faro per tutti noi
Sei stato il mio padre spirituale
Un sentido saludo
La sua Stanza, una boccata d’ossigeno

10.8.2001
La Stanza, l’anima del Corriere
Quanto ci manchi
Una raccolta di Stanze
Obiettività e vero giornalismo
Ingenuità
Guida e filtro
Il maestro e gli alunni
La mancanza dei suoi scritti
Un anziano che muore…
Il suo bonario disprezzo
Verrò a trovarla a Fucecchio
Il dialogo continuerà
Una sua risposta mi ha reso felice
C’è qualcuno che vuole capire?
«Due occhi incavati…»
Germoglieranno i suoi semi
Scrivevi con semplicità
Il suo patrimonio
La Stanza era un sottile vizio
Un uomo armato di macchina da scrivere e intelletto
C’è sempre da ascoltare e imparare
Vorrei che ci fossero numerosi discepoli
Gran signore visto dalla Germania
Grazie per quello che mi hai insegnato
La strada dei pensieri
La prima pagina letta
Crudele illusione
Quando le vite sono lunghe
Si è chiusa una finestra
Aula, maestro e alunni
L’unica consolazione
Idee e libertà
L’ultimo desiderio non è stato ascoltato
Informazione e potenti
Maestro di storia e quindi di vita
Bello imparare da un maestro così
Hai infiammato tanti cuori
Chiarezza di idee
La forza di rialzarsi

11.8.2001
La mia prima colazione
Come una pietra in pieno petto
I valori che ci hai trasmesso
Un faro
Un padre spirituale
Un saluto dalla Spagna
Una boccato d’ossigeno
Il nonno che non ho mai avuto
La sua moralità, un riferimento
La tristezza
Era il mio padrino
Grazie a lui ameremo la Storia e la Libertà
La cultura e l’umanità
Quel che ho imparato dai suoi libri
Il fare nel mare della mediocrità
Addio, Indro
Un metodico artista dello scrivere
Ruberò le tue frasi per mio figlio
I tuoi scritti nel mio cuore
Ostiglia, una sera di tanti anni fa…
Sono a Londra grazie a te
Ora, chi sarà la voce della saggezza?
Azione e intelletto
Un nonno che raccontava il mondo
La mia libreria colma delle sue opere
Raccontavi come tutti vorremmo fare
Come la perdita dei miei genitori
Per trent’anno un aiuto per capire il mondo
Concetti difficili con parole chiare e franche
Mi ha aiutato ad essere uomo

12.8.2001
Come una laurea honoris causa
Di te rimarrà traccia
Elogio funebre
Grazie da un giovane lettore
Scriveva come guardandoci negli occhi
Un Cicerone dei tempi moderni
Cavalier senza macchia e senza paura
Più smarrito e più povero
Più che idee, aveva ideali
Che strano mondo
Da Palma de Mallorca, España
Uomini
Indelebili insegnamenti
Per me era già morto
Non ha mai imposto le sue idee
Ho riconosciuto tardi la sua onestà intellettuale
Dalla Nuova Zelanda
Lo spazio per noi dilettanti
La guida del giornalismo italiano
Ti conserverò, senza retorica
Una vita scritta
Dall’America centrale
Da settembre una “Stanza scritta appena ieri”?
Oggi ti sono venuto a trovare a Fucecchio
Mai conosciuto, ma stimato e ammmirato
La biblioteca del mio comune
Come mio nonno
Un pezzo di Storia vivente

14.8.2001
Sferzava le Istituzioni
Un esempio per noi quindicenni
Umana tolleranza
Non mi è mai stato simpatico
Mi rimani d’esempio
La nostra formazione morale
Faceva scrivere i lettori
Mi ha ospitato tante volte
Un caro nonno
Ai tempi dell’alluvione di Firenze
Un rimpianto
Gigante interprete di noi stessi
La tua opione preziosissima
Il nonno più coraggioso d’Italia
La tua sincerità
Mio padre, un toscano come te
Vorrei le sue qualità
Ora so leggere la Storia
Quella frase di Pétain
Da 16 a 44 anni

16.8.2001
Ti seguivo anche da Hong Kong
Indro? Che peccato non averlo conosciuto
Grazie per la storia che mi hai insegnato
Molto di te vivrà con noi
Grazie per la tua Storia
Ci mancherà anche a Buenos Aires
Avrai iniziato nuove polemiche
Il valore dei tuoi commenti
Rimpianti
Mi sento un orfano
Sono disorientato
Un esploratore che ci manca già
Spero tu abbia incontrato Dio
Maestro di cultura politica e sociale
Buon viaggio dalla Grecia
Ci continuerà a voler bene
Eleganza e fierezza
Pensare a 360 gradi
Modello e idolo
Rimani con i tuoi scritti
Espressione di coerenza
Mi hai fatto crescere
Un punto di riferimento
Sono sicura che risponderà ancora
Un libro letto a 11 anni parlava di te
Leggevo la tua rubrica con i miei alunni
Rimpianto e gratitudine
Non siamo solo un popolo di contemporanei
Non è un addio
Chi ci insegnerà a raccontare?
Rappresentava un ideale
Una voce forse soffocata dai nuovi potenti
Orgoglio italiano
Burbero e nobile

17.8.2001
Passano i giorni, non il dolore
Le lettere che mi ha pubblicato
Occhi glaciali e occhi lucidi
Critiche, dubbi e domande
Pensieri e parole
Nessuna influenza
Più difficile il mio rientro in Italia
Chi ci tirerà le orecchie
Cosa avrebbe pensato adesso?
Mancano parole, pensieri e critiche
Ti ho scoperto troppo tardi
Un esempio per osare di più
Non c’è più un pezzo del mio mondo
Anch’io uso la «Lettera 22»
Una sua risposta privata
Orfana della tua saggezza
Padre e maestro
Grazie dagli Stati Uniti
Grande e forse ultimo saggio
L’ultimo omaggio al cimitero
A me e a mio figlio restano i tuoi libri
Mi associo: ripubblicate le Stanze
Ti ritroverò nei libri
Mi ha aiutato a capire il mio paese
Sono rientarata nelle Stanze
Non ti dimenticheremo
Signore austero della porta accanto
Una lettura preziosa in Patagonia
La luce della verità
Ti ho conosciuto e non ti ho scordato
Odio, amore e stima
E’ come se ti avessi scritto mille volte
Uno stimolo per noi studenti
L’onore di entrare nella tua Stanza
Prima di decidere ti ascoltavo
Avrei voluto che scrivesse in eterno

20.8.2001
Eri un Uomo con la “U” maiuscola
L’ultimo dei Mohicani
Scorbuticamente affettuoso fino all’ultimo
Eravamo la tua famiglia
Nei nostri cuori sempre
Unico, un po’ degli altri
Quel libro, 40 anni fa…
Parole
Un faro, ora una stele
Italiano, di rarissima dignità
Mi manca moltissimo
Quel dialogo con i lettori
A un amico, a Indro
Da un emigrante albanese
Un indiscutibile modello
Un successore per la stanza: Isabella Bossi Fedrigotti
Quel signore grande grande…
Ti fa piacere tutto questo cordoglio?
Dal Kuwait
Buon viaggio, Direttore!
Verrà la Storia e avrà i tuoi occhi
Vivo rammarico
Coerenza e spirito libero
La professione del giornalista non è ingrata…
Fame di verità
Giornalista senza compromessi
Sentiamo già la mancanza
Ci ha strappati dal branco dei pecoroni
Quando avevo nostalgia dell’Italia…
Diresti: «Poveri bischeri»
Un grosso rammarico
Vuota quella Stanza
Scompare un’epoca
Eri l’uomo che avrei voluto essere
Riposa in pace, ma non troppo
Icona dell’onestà intellettuale
Eri e sarai un esempio
Da un australiano di origini italiane
Godevo delle sue finezze
Caro Direttore…

21.8.2001
Italia, paese ora più povero
Esportatore nel mondo della Toscanità
Mi hai ospitato
Vuota per sempre
Una bussola per noi giovani cronisti
Mi hai indicato la via
Scrivi per le stelle
Ho riletto tutti i suoi scritti
Guerriero indomabile
Ci manca l’ospitalità della Stanza
Amico dell’Istria
L’impronta della sua vita
Un lector y admirador
Chi lo sostituirà?
Occhi lucidi
Ricordarlo in silenzio
La stirpe degli uomini liberi
Un pezzo della nostra giornata non esisterà più
Club degli stanzisti
Ora posso dirti grazie
Allergico alle ideologie, non agli ideali
Lassù con Guareschi
“L’essenza della Verità”
E pensare che ti ho odiato nei ’70…
Un gran vuoto
Per me era uno di famiglia
Il cielo è nero
Avrò una possibilità…
Mi rimangono Biagi e Afeltra

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