Discorso di matrimonio

Caro Manfredi, cara Michela,

nel portarvi le mie felicitazioni per il vostro matrimonio, vorrei innanzitutto ringraziarvi per avermi dato la possibilità di partecipare per la prima volta nella mia vita ad un matrimonio laico in Italia. Fino ad adesso ero rimasto stupito dalla scelta di molti amici atei che al momento del matrimonio sono arrivati al triste compromesso di sposarsi con rito religioso per una questione di “cerimonia”, o ancor di più “per non scontentare i parenti”. Il matrimonio è una scelta che si decide e si compie in due; il resto, anche la cerimonia, è un mero contorno, di cui si può sempre fare a meno.

Grazie ancora per rendermi partecipe di un evento che vede come coprotagonista uno dei miei amici di più vecchia data, un amico che mi è rimasto vicino anche negli anni del nuovo millennio vissuti dal sottoscritto lontano dalla terra natìa. Devo ammettere che non avrei immaginato di trovarmi un giorno oratore nella sala maggiore del comune di Pistoia. È veramente un grande onore, una grande emozione e, per la maggior parte delle persone presenti in questa stanza: non preoccupatevi, questa sarà con tutta probabilità la prima e ultima volta.

La mia amicizia con Manfredi è nata nel comune periodo adolescenziale, nel quale abbiamo creato e condiviso tante idee e situazioni, delle quali è forse più onorevole non parlare in questa sala, ma che molto probabilmente non potrò esimermi dal citare durante il pranzo. Basti dire che sono molto orgoglioso dei risultati raggiunti da Manfredi negli anni successivi, sia nella vita lavorativa che, adesso, nella vita sentimentale: so con certezza che è una persona molto affettuosa, e sono convinto che sarà anche un grande marito e, a quanto noto, molto a breve, padre.

Comunque “hyvä puhe on lyhyt puhe”, un buon discorso è un discorso breve: vorrei pertanto concludere leggendovi l’introduzione di Walt Whitman alla sua raccolta di poesie Foglie d’erba.

“Ascolta, disse la mia anima,
scriviamo per il mio corpo (in fondo siamo una cosa sola) versi tali
che se, da morto, dovessi invisibilmente tornare sulla terra,
o in altre sfere, lontano, lontano da qui,
e riassumere i canti a qualche gruppo di compagni
(in armonia col suolo, gli alberi, i venti, e con la furia delle onde),
io possa ancora sentire miei questi versi,
per sempre, come adesso che, per la prima volta, io qui segno il mio nome
firmando per l’anima ed il corpo.”

Ecco, vorrei che la firma che oggi ufficializzerà il vostro legame di matrimonio, più che un augurio di felici anni futuri – del resto del futuro nessuno sa niente – sia per voi il proposito di scrivere, insieme, tanti nuovi versi per l’anima ed il corpo, versi talmente belli che, qualunque sia il vostro futuro, possano restare vostri per sempre, in armonia col suolo, gli alberi, i venti, e con la furia delle onde, in qualsiasi luogo, anche in altre sfere, lontano, lontano da qui.

Di nuovo congratulazioni.

Raffaello Tesi
Discorso per il matrimonio di Manfredi e Michela
Pistoia, 10.10.2010

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